narrativa

“Esaminiamo cosa mi passa per la testa”. È il filo corrente di questo bel libro: il libero fluire di pensieri e sensazioni, novello Ulisse di joyciana memoria: racconto demenziale: dal latino de mente, che non vuol dire scemo, ma più nobilmente fuori di testa. E possono essere pensieri sublimi o molto, molto bassi.

L'Autore interpreta perfettamente la de-menza, come quando intitola un capitolo “Capitolo? Mi pare il Dodicesimo”. Ecco più fuori di testa di così crediamo sia impossibile. Il protagonista è un ingegnere che non prende la sua professione con senso del dovere; molto impegnato, invece, è nel bere, questo sì con diligenza e puntiglio. Non beve per dimenticare, ma perché il vino gli piace molto (come dargli torto).

saggistica
La Chiesa fiorentina e l'Alluvione del '66

Franco Mariani e Riccardo Bigi hanno curato questo libro sull'alluvione del 1966. Il tratto caratterizzante del testo è il punto di vista della Chiesa fiorentina. La corrispondenza fra il cardinale Florit e papa Paolo VI, fra il cardinale e i parroci, l'elenco dei danni subiti dalle singole chiese, quello delle raccolte nelle varie parrocchie (ma anche dalle missioni in Brasile) a favore degli alluvionati costituiscono una gran parte del libro, e denotano lo spirito costruttivo e battagliero delle parti costitutive la Chiesa fiorentina.

saggistica
Ginettaccio raccontato da chi gli correva insieme, contro e soprattutto dietro

“Bartali era Garibaldi in bicicletta”. Dice bene Marco Pastonesi nell'Introduzione al libro. L'ennesimo sul mito Bartali; ma i miti non vengono mai a noia. Questo è un florilegio di testimonianze sul ciclista toscano, rese da personaggi fra i più disparati (tanti i ciclisti); molti non ci sono più. Per non far torto a nessuno, l'Autore ha privilegiato l'ordine alfabetico: si inizia con Secondo Barisone, si finisce con Dino Zandegù. Fra quelli di mezzo, ecco qualche nome: Fiorenzo Magni, Raphael Geminiani (“vedevo la gente che baciava dov'erano appena passate le sue ruote”), Ferdi Kübler, Alfredo Martini. C'è anche la testimonianza di Mario Gervasoni, ciclista e tifoso di Coppi (altrimenti non sarebbe un libro su Bartali).

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